By E. M. Cioran

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Eva nera

"Questo libro nasce da un dubbio: il sospetto di un'assenza, [. .] o anche solo di un'omissione. " Comincia così "Eva nera", con los angeles denuncia velata che nella complessa ricostruzione dell'evoluzione umana sia stata trascurata los angeles protagonista degli eventi che hanno strappato il genere umano all'"animalità, in line with spingerci sul faticoso e rischioso cammino della civiltà": los angeles Donna, los angeles femmina della specie.

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Tutti quelli che nell’ora suprema vogliono circondarsi di amici lo fanno per paura e per incapacità di affrontare i loro ultimi istanti. Cercano di dimenticare, nel momento capitale, la propria morte. Perché mancano a tal punto di eroismo, perché non sprangano la loro porta per sopportare queste sensazioni folli con una lucidità e una paura sconfinate? Siamo così separati da tutto! E tutto ci è inaccessibile. La morte più profonda, la vera morte è la morte per solitudine, quando la luce stessa diventa principio di morte.

Il sentimento dell’irreparabile che accompagna sempre la coscienza e la sensazione dell’agonia può eventualmente spiegare una dolorosa accettazione mista a paura, ma mai un amore o una simpatia per il fenomeno della morte. L’arte di morire non si impara, poiché non prevede alcuna tecnica, alcuna regola, alcuna norma. L’irrimediabilità dell’agonia si sperimenta nel proprio essere, tra sofferenze e tensioni sconfinate. Quasi tutti gli uomini non hanno coscienza della lenta agonia che avviene in loro.

Nelle illuminazioni e nelle trasfigurazioni dei grandi solitari non c’è forse una visione apocalittica della fine e del crollo, piuttosto che un’aureola di gloria? Il significato della solitudine dei melanconici, assai meno profondo, arriva a prendere in certi casi un carattere estetico. Non si parla di dolcezza e voluttà della melanconia? E lo stesso atteggiamento melanconico non ha, per la sua passività e il suo distacco, una venatura estetica? L’atteggiamento dell’esteta davanti alla vita è caratterizzato da una passività contemplativa che del reale assapora tutto ciò che giova alla soggettività, senza norme né criteri.

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